Un promemoria per le pause che sa se sei alla scrivania
La maggior parte dei promemoria per le pause si basa su un semplice orologio, per cui l’allarme scatta comunque nell’istante in cui un timer da 50 minuti arriva a zero, anche se hai passato 30 di quei minuti lontano dalla scrivania a prendere un caffè, perché il timer non ha modo di sapere che ti sei già riseduto. Ho già uno smartwatch che mi vibra al polso ogni volta che sto seduto troppo a lungo, il che aiuta, anche se misura la cosa sbagliata, dato che guarda il mio polso e non la mia scrivania, così che bastano un paio di movimenti del braccio per convincerlo che mi sono alzato, mentre io sono ancora sulla stessa sedia, davanti allo stesso schermo. Sono anche il tipo di persona che si concentra al punto da perdere completamente la cognizione del tempo, per cui di solito il primo segnale che ho esagerato è il bruciore agli occhi. Poiché volevo qualcosa che guardasse la scrivania al posto mio, mi sono rivolto a un pezzo di spazzatura elettronica del 2009 che sta proprio in un angolo di quella scrivania: un netbook Samsung N130 con processore Intel Atom a singolo core e 1GB di RAM, sul quale gira Void Linux, la stessa macchina che ho trasformato in un router WiFi per la taverna qualche mese fa. L’ho reso un sorvegliante da scrivania che controlla se sono davvero seduto davanti alla postazione, conta il tempo di lavoro solo mentre sono lì, e mi richiama quando resto troppo. Crediti immagine: Bananayota, trovata su Pixabay TL;DR L’idea di base: quando qualcosa si muove nell’inquadratura della webcam, significa che sono alla scrivania. Se resto alla scrivania troppo a lungo senza pausa, il netbook mi avvisa a voce. Un vecchio netbook Samsung N130 con Void Linux fa da sorvegliante da scrivania. motion osserva la webcam integrata e, a ogni inizio e fine di movimento, scrive active oppure idle in un semplice file di stato. Un piccolo demone in Nim legge quel file e tiene il conto del tempo continuativo alla scrivania con una barra di avanzamento su una sola riga, così che al raggiungimento del limite chiama espeak-ng e wall, mentre un’assenza sotto i 5 minuti non azzera mai il conteggio. Non viene registrato nulla, perché il flusso video non lascia mai il netbook e nessun fotogramma finisce su disco. Il demone gira come servizio runit supervisionato e senza privilegi, e costa lo 0,01% di un core e 2 MB di RAM, dato che motion è il vero costo su questo hardware. ...
